Flip Flop

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Slackline Night Verzasca

Mentre i nostri eroi erano in America a divertirsi e a arrampicare hard, noi rimasti in Ticino ci siamo dovuti inventare un programma altrenativo:
con il Guazz, il Paso e l'Elise abbiamo deciso di fare una slackline estrema in notturna con tanto di photoshooting.
Ci dirigiamo quindi verso la val Verzasca per ripiazzare una slackline che avevamo provato già un paio di mesi prima.
Arriviamo che fa già buio, montiamo la slack, la corda di sicurezza, i vari flash strategicamente e ci prepariamo a vedere quanti passi verranno fatti prima di cadere.

Guazz
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La grande mela

Dopo pochissime ore di sonno ci alziamo prestissimo per andare all'aeroporto: destinazione New York! Arriviamo al Denver International Airport tre ore prima della partenza. Ci dirigiamo al check-in prima di scoprire che i nostri sacchi pesano un po' di più del massimo acconsentito. Sotto il tifo dell'impiegata del check-in incominciamo una difficilissima operazione di smistamento bagagli, togliendo materiale qui e là e riconfigurando i contenuti. Riusciamo infine a produrre quattro sacchi da quasi 51 libbre e mezzo l'uno (n.d.r. il limite è 50) che vengono accettati.

Parco a Yale
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Massime dal USA Trip

- If it dosen't go with power you need more power... (S. Anthamatten, Zion)
- You know, it's just about being here, listening to the wind, looking to the clouds... (S. Anthamatten, Zion)
- It's aweeeeeeeesom maaaaannnn..... (generic USA expression for not bad)
- 20% shower chances means super heavy rain, 30% means hail and snow
- It's a classic...
- You are sooooo cuuuuuuteeeeee
- ...: CHECK!!

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Denver

Il risveglio al Lodge non è dei più indolenti, ma dopo una colazione a base di Waffle, uova, salsiccie e toast ci sentiamo quasi in forma. Continuiamo dunque il nostro viaggio verso Silverthorne, a poche miglia da Frisco. La città non offre nulla di particolare, ad eccezione dei rinomati Outlet. In ogni caso non troviamo nulla di veramente particolare e dopo un'oretta scarsa siamo di nuovo sulla interstate che ci porterà a Denver.

The church, un sacrilegio...
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That's it!

7.20: Aria frizzante, freddo, suoni ovattati e macchie strane sul tetto della marmotta... ma vuoi dire che...!? Devo uscire a vedere. Mino dorme profondamente, io, eccitato esco a vedere se i miei preagi sono corretti. Apro la tenda e instantaneamente mi si stampa un sorriso da orecchio a orecchio, il deserto é coperto da una soffice colte bianca. Prendo la mia fida Cannon, berretta, guanti e piumino e con un sorriso sempre più grande passeggio per il deserto innevato.

arriva l'inverno
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Two, again

Dopo una comoda notte al Motel di Moab ci svegliamo presto, prestissimo per portare Simon all'aeroporto dell'omonima cittadina. La strada è sgombra e come qui nel deserto sempre, l'alba ci sorprende fulminea mentre arriviamo al traguardo. Sono le 07:00. Il volo di Simon è previsto per le 08:00, ma al check-in del micro-aeroporto non c'è ancora nessuno... alle 07:15 spunta una specie di hostess che si pone dietro ad un bancone: il check-in per il volo di Denver è ufficialmente aperto ;-). Tutto funziona senza problemi e le 5 libbre di troppo dell'haul bag vengono perdonate con un sorriso.

Gelida notte...
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Big Baby and The Ship is sinking

Oggi si lotta, andiamo a uno dei settori più conosciuti di indian creek, the battle of the bulge. Simon ha un paio di progetti e noi sicuramente ne troveremo.
Si comincia sull unico 5.10 per scaldarci, poi é subito project per mino che flasha il suo primo 5.11 nel creek. Io oggi son kaputt, e arrampico top rope l'inizio della via é duro, sti ring lock non so proprio ancora come farli... poi Simon attacca Disco machine gun (5.12) Mino lo prova top rope e decide che é il suo project del giorno. Io lo faccio in top rope giusto per vedere il livello... meeeeegggaaaa.

5.11
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Indian Creek, let's cracking!

Al secondo giorno qui a Indian Creek, dopo tradizionale sveglia e colazione, ci dirigiamo nell'area 4x4 ad arrampicare. Qui le linee sono come al solito tagliate al laser e le quotazioni, come sempre ancora, severe. Ci "riscaldiamo" su un 5.10b/c di dita, concatenato in top-rope con un offwidth di 5.11a. L'esame d'entrata è già severo e anche se a tutti riesce on-sight, rispettivamente flash la prima linea, la seconda mi fa cadere una volta nel duro liebacking, risultando poi al Berna quasi impraticabile... Ora siamo caldi!

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Zion to Laser cut cracks land (Indian Creek)

Ultima notte ventosa a Zion, speriamo. Smontiamo il campo base e verso le 10 partiamo direzione Bryce canyon e poi Indian Creek. Dopo due ore di guida tra paesaggi vastissimi di altopiano desertico, arriviamo a Bryce canyon, un canyon di Hoodoos (pinnacoli molto fini) super impressionanti. Dopo una breve visita stile Giapponesi e qualche foto di Simon che fa il bambino, ci avviamo verso Indian Creek. Il viaggio é lungo, la strada a volte drittissima, a volte sinuosa tra maestosi Canyons. Mino ed io pianifichiamo un po i 10 giorni che ci restano dopo che Simon ritornera a casa.

Bryce Canyong
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Moonlight buttres e canyoning

Ogni tanto bisogna ascoltare il proprio corpo e quando da 3-4 giorni il ginocchio continua a bloccarsi e far male é forse ora di fare una pausa un po piu lunga di un giorno, cosi decido che oggi non arrampicherò. Oltre a darmi due giorni di pausa, questo da la possibilità a Mino e Simon di attaccare la Moonlight Buttress (9 tiri di cui 6 tra 5.11d e 5.12d) in libera in un giorno. Partono verso le 6.35 per prendere il primo shuttle. Io dormo fin verso le 8 e poi rannicchiato nel mio sacco a pelo mi metto a lavorare un po al PC.

Moon & The Moonlight Buttress