Pedule

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Attivita che implicano le pedule

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Six Shooter: final attempt

Dopo due tentativi andati a buca ci riproviamo per la terza volta. La diana è come di consueto parallela al sorgere del sole, quando la temperatura passa da gelido a vivibile. Dopo una tradizionale colazione partiamo con il nuovo Rüzzin sulla tradizionale 211, per passare il ponte e infine lanciarci nell'off-road che ci porterà alla base della torre.

Approach
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North six Shooter si, North six Shooter no...

Stare ad Indian Creek, significa si essere contornati da bellissimi canyons fissurati, ma significa anche vedere bellissime torri di arenaria rosso fuoco stagliarsi contro il cielo indaco intenso. La north six shooter é non solo una di queste torri, ma anche la piu bella, a forma di scala con i suoi sei pinnacoli quando osservata da sud e nord o sottile e slanciata quando osservata est e ovest.

Strada off-road
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Two, again

Dopo una comoda notte al Motel di Moab ci svegliamo presto, prestissimo per portare Simon all'aeroporto dell'omonima cittadina. La strada è sgombra e come qui nel deserto sempre, l'alba ci sorprende fulminea mentre arriviamo al traguardo. Sono le 07:00. Il volo di Simon è previsto per le 08:00, ma al check-in del micro-aeroporto non c'è ancora nessuno... alle 07:15 spunta una specie di hostess che si pone dietro ad un bancone: il check-in per il volo di Denver è ufficialmente aperto ;-). Tutto funziona senza problemi e le 5 libbre di troppo dell'haul bag vengono perdonate con un sorriso.

Gelida notte...
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Indian Creek, let's cracking!

Al secondo giorno qui a Indian Creek, dopo tradizionale sveglia e colazione, ci dirigiamo nell'area 4x4 ad arrampicare. Qui le linee sono come al solito tagliate al laser e le quotazioni, come sempre ancora, severe. Ci "riscaldiamo" su un 5.10b/c di dita, concatenato in top-rope con un offwidth di 5.11a. L'esame d'entrata è già severo e anche se a tutti riesce on-sight, rispettivamente flash la prima linea, la seconda mi fa cadere una volta nel duro liebacking, risultando poi al Berna quasi impraticabile... Ora siamo caldi!

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The Big Lebowsky: back to big wall

Dopo il Canyoning decidiamo, come del resto era in progetto, di affrontare un ultimo big wall per concludere con le grandi pareti e finire dunque la nostra esperienza nel parco nazionale dello Zion. La scelta è caduta dunque sul West Temple, come dicono qui, la parete di arenaria più alta al mondo con i suoi 7800 piedi. La via da percorrere sarà "The Big Lebowsky", 5.11b/c, con le sue 21 lunghezze, forse la più lunga nello Zion. Partiamo alla mattina di buon'ora e ci dirigiamo al Visitor Center per fornirci del permesso obbligatorio per passare la notte in parete.

Il West Temple
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Minotaur Tower

Dopo le mille fatiche della Shune e dell'Organasm dedichiamo la giornata di oggi al riposo. Alla mattina va dunque tutto al rilento e ci godiamo il tempo e la natura, così come colazione, chiacchierando allegramente alla piazzola del nostro Camping. Usciamo poi per una meritatissima doccia nella cittadina di Springdale, la località che precede lo Zion National Park. Detto fatto, andiamo a mangiare in quel di Oscar, dove gustiamo un'ottima insalata, per me al pollo e per i miei compagni ai gamberetti.

Il guado del fiume
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Zion: free and clean

Al mattino ci svegliamo ricaricati nel Motel di Rachel. Facciamo poi colazione con uova e Bacon e continuiamo il viaggio verso Zion. Poco prima del parco raggiungiamo St. Georges, dove ci procuriamo tutto ciò che ci servirà nel campeggio, ponendo l'accento sui viveri ;-). Poco tempo dopo siamo nel parco nazionale e riserviamo subito una piazzola per la notte incombente.

Perfette fessure
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The Climbers Community

Dopo tanta acqua vediamo finalmente la luce del sole al nascere del giorno odierno. Che sensazione! Negli ultimi due giorni d'acqua abbiamo potuto fare ben poco, se non continuare a raffreddarci risentendo quell'odiosa sensazione di sindrome influenzale... In ogni caso, oggi riincominciamo con il piede giusto. Dopo la colazione possiamo finalmente sortire tutto il materiale tecnico e deporlo al sole per farlo asciugare. Contemporaneamente recuperiamo tutti i nostri vestiti ancora bagnati e facciamo "bügada" all'Housekeeping, così come riforniamo di benzina al Rüzzon.

outer limits, 5.11a
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Ultime arrampicate... per John

Per me le vacanze volgono al termine e mi tocca scrivere ancora un paio di righe su quello che è successo negli ultimi 2 giorni.

Per lunedì il piano era di attaccare una lunga via trad nel Black Canyon: Epinephrine. Il risveglio è dunque mooolto presto (4:50) per poter avvicinare la via senza il caldo del sole alto nel cielo (la via resterà poi in ombra per cui non c'è problema).

Arrivati alla parete ci prepariamo e si parte: davanti a noi si stagliano degli enormi camini.

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Cooling off in the valley

Oggi è una giornata di pausa, quindi ce la prendiamo con calma!!
Sveglia, colazione, lavarsi i denti... il rito è sempre quello nella calma del camp4 (stamattina i nostri vicini Messicani ci lasciano dormire tranquillamente!!). Visto che non arrampicheremo possiamo dedicarci ad altre attività: riordinare i bear-boxes (Peter&co ci hanno lasciato molto materiale che deve essere smistato), fare il bucato, organizzare il resto del viaggio, ecc.

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