USA trip 2011

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Denver

Il risveglio al Lodge non è dei più indolenti, ma dopo una colazione a base di Waffle, uova, salsiccie e toast ci sentiamo quasi in forma. Continuiamo dunque il nostro viaggio verso Silverthorne, a poche miglia da Frisco. La città non offre nulla di particolare, ad eccezione dei rinomati Outlet. In ogni caso non troviamo nulla di veramente particolare e dopo un'oretta scarsa siamo di nuovo sulla interstate che ci porterà a Denver.

The church, un sacrilegio...
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Six Shooter: final attempt

Dopo due tentativi andati a buca ci riproviamo per la terza volta. La diana è come di consueto parallela al sorgere del sole, quando la temperatura passa da gelido a vivibile. Dopo una tradizionale colazione partiamo con il nuovo Rüzzin sulla tradizionale 211, per passare il ponte e infine lanciarci nell'off-road che ci porterà alla base della torre.

Approach
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Two, again

Dopo una comoda notte al Motel di Moab ci svegliamo presto, prestissimo per portare Simon all'aeroporto dell'omonima cittadina. La strada è sgombra e come qui nel deserto sempre, l'alba ci sorprende fulminea mentre arriviamo al traguardo. Sono le 07:00. Il volo di Simon è previsto per le 08:00, ma al check-in del micro-aeroporto non c'è ancora nessuno... alle 07:15 spunta una specie di hostess che si pone dietro ad un bancone: il check-in per il volo di Denver è ufficialmente aperto ;-). Tutto funziona senza problemi e le 5 libbre di troppo dell'haul bag vengono perdonate con un sorriso.

Gelida notte...
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Indian Creek, let's cracking!

Al secondo giorno qui a Indian Creek, dopo tradizionale sveglia e colazione, ci dirigiamo nell'area 4x4 ad arrampicare. Qui le linee sono come al solito tagliate al laser e le quotazioni, come sempre ancora, severe. Ci "riscaldiamo" su un 5.10b/c di dita, concatenato in top-rope con un offwidth di 5.11a. L'esame d'entrata è già severo e anche se a tutti riesce on-sight, rispettivamente flash la prima linea, la seconda mi fa cadere una volta nel duro liebacking, risultando poi al Berna quasi impraticabile... Ora siamo caldi!

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The Big Lebowsky: back to big wall

Dopo il Canyoning decidiamo, come del resto era in progetto, di affrontare un ultimo big wall per concludere con le grandi pareti e finire dunque la nostra esperienza nel parco nazionale dello Zion. La scelta è caduta dunque sul West Temple, come dicono qui, la parete di arenaria più alta al mondo con i suoi 7800 piedi. La via da percorrere sarà "The Big Lebowsky", 5.11b/c, con le sue 21 lunghezze, forse la più lunga nello Zion. Partiamo alla mattina di buon'ora e ci dirigiamo al Visitor Center per fornirci del permesso obbligatorio per passare la notte in parete.

Il West Temple
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Vi presento un compagno di viaggio: Simon

Lo abbiamo incontrato in una mattina semipiovosa mentre stavamo smontando il campo base a camp4, girava con i francesi che ci hanno superato sul nose. Quando l'ho visto mi son detto, ma io quella faccia la conosco poi quando ha parlato il suo accento vallesano lo ha tradito, è Simon Anthamatten, già vincitore del premio piolet d'or e della coppa del mondo di arrampicata su ghiaccio. Si potrebbe definire come un "personalità" del mondo della montagna.

Simon stipato in auto
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Zion: free and clean

Al mattino ci svegliamo ricaricati nel Motel di Rachel. Facciamo poi colazione con uova e Bacon e continuiamo il viaggio verso Zion. Poco prima del parco raggiungiamo St. Georges, dove ci procuriamo tutto ciò che ci servirà nel campeggio, ponendo l'accento sui viveri ;-). Poco tempo dopo siamo nel parco nazionale e riserviamo subito una piazzola per la notte incombente.

Perfette fessure
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Separate reality, Goodbye Yosemite and the little a'le'inn

Eh beh, cosa si fa l'ultimo giorno allo yosemite? una grande classica, come serenity crack e sons of yesterday o nutcracker o la east buttress di el Cap. Già, se non fosse domenica e tutte le classiche sono strapiene e non ci va di fare la fila. Ma che fare allora? beh trovare CJ (crazy John) e vedere che combina lui e indovinate un po ci dice di andare con lui a separate reality. E si proprio la mitica via che si vede su molte foto e video. Dapprima siamo reticenti ma poi ci diciamo

Calata verso una realtà separata
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The Climbers Community

Dopo tanta acqua vediamo finalmente la luce del sole al nascere del giorno odierno. Che sensazione! Negli ultimi due giorni d'acqua abbiamo potuto fare ben poco, se non continuare a raffreddarci risentendo quell'odiosa sensazione di sindrome influenzale... In ogni caso, oggi riincominciamo con il piede giusto. Dopo la colazione possiamo finalmente sortire tutto il materiale tecnico e deporlo al sole per farlo asciugare. Contemporaneamente recuperiamo tutti i nostri vestiti ancora bagnati e facciamo "bügada" all'Housekeeping, così come riforniamo di benzina al Rüzzon.

outer limits, 5.11a
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Vi presento un compagno di viaggio: al Rüzzon

Dopo la partenza di John abbiamo dovuto lasciare la nostra Nissan Versa per questioni contrattuali e accettare una nuova amica che ci accompagni durante la seconda parte del nostro viaggio. Dal momento che la maggior parte del tempo, almeno secondo i piani, la passeremo nel deserto abbiamo deciso di dotarci di un SUV.

Versina e al rüzzon

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