The Climbers Community


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By mino - Posted on 07 October 2011

Dopo tanta acqua vediamo finalmente la luce del sole al nascere del giorno odierno. Che sensazione! Negli ultimi due giorni d'acqua abbiamo potuto fare ben poco, se non continuare a raffreddarci risentendo quell'odiosa sensazione di sindrome influenzale... In ogni caso, oggi riincominciamo con il piede giusto. Dopo la colazione possiamo finalmente sortire tutto il materiale tecnico e deporlo al sole per farlo asciugare. Contemporaneamente recuperiamo tutti i nostri vestiti ancora bagnati e facciamo "bügada" all'Housekeeping, così come riforniamo di benzina al Rüzzon. Fatto tutto è l'ora di cena. Ci riforniamo di carne asada al negozietto di casa dello Yosemite Village e ritorniamo a Camp IV. Con nostra grande sorpresa e gratitudine Alessandro e Claudia, i nostri vicini padovani, di ritorno dal Sequoia Park stanno già accanto al fuoco ;-). Cuciniamo con loro e gustiamo vino e carne come ad una tavola da re. Inauguriamo anche la nostra bottiglia d'amaretto che poche ore dopo è soltanto un vago ricordo. Sean Villanueva canta qualche canzone con noi ed elogia l'amaretto. Poi si va tutti a dormire.

Il giorno seguente ci alziamo con calma e ancora una volta con il buongiorno del sole. Alessandro e Claudia preparano i sacchi per andare alla Salathé. Noi ci prepariamo per andare su Serenity Crack e Sons of Yesterday. Partiamo non prestissimo. Quando arriviamo alla meta la via fa paura: nei nove tiri complessivi ci sono otto cordate! Una sta salendo il primo tiro, mentre un'altra è alla base ad aspettare il proprio turno. Un'altra cordata ancora si sta calando. Ci domandiamo per un quarto d'ora se tutto ciò abbia un senso... Poi scappiamo dalla folla per andare infine la prima volta sui meadowos di fronte all'El Cap, per ammirarlo ancora una volta, per una qualche foto da veri turisti ;-). Incontriamo infine Tom Evans, il gestore di http://www.elcapreport.com, colui che ogni giorno documenta i climbers sulla parete e spiega ai turisti curiosi cosa sia l'arrampicata. Tom fa parte dell'YCA, la Yosemite Climbing Association. Qui arrampicare non significa guadagnare metri su una parete...
Infine decidiamo di andare al Cookie Cliff per qualche arrampicata in fessura. Partiamo dapprima con un 5.9 ad incastri di pugno e un bel offwidth/camino nella parte finale, per continuare con un ostico 5.11a ad incastri di mano. Impariamo che il "laybacking" è da evitare. Per la nostra salute attuale la via è comunque troppo lunga e i suoi 30m ci massacrano gli avambracci. Contenti di aver comunque imparato qualcosa rientriamo alla base. Siamo invitati a cena da Merri e Dan, i ragazzi neozelandesi che stanno preparando la loro ascensione al Nose in un giorno. Mangiamo riso e lenticchie al Curry. Infine cala ancora una volta la notte sul campo e ci rintaniamo nella marmotta.

The Climbers Community

È il titolo del post. Dopo la doverosa cronaca dei due giorni passati vorrei raccontarvi qualcosa sulla comunità dei climbers, perché i climbers sono persone particolari. A Camp IV si possono incontrare tutte le stelle del firmamento dell'arrampicata moderna e magari non solo di quella attuale. Così non sono mancati i rincontri anche nella nostra piazzola del 35B. Già i nostri amici padovani non sono propriamente sconosciuti; Alessandro Bau è un nome noto nelle Dolomiti, soprattutto per quanto riguarda la Civetta. Segue Sean Villanueva che si presenta una mattina suonando il suo zufolo come fosse un turista per caso e "attaccando bottone" con noi, come fossimo in un bar. Poi arriva Nicolas Favresse con una "non-challence" incredibile, incuriosito dal nostro francese, elogiando i nostri progetti (come se per lui fossero cosa dura...). Per strada incroceremo ancora Tommy Caldwell e Alex Honnold. Senza anticiparvi troppo finiremo poi per strada con Simon Anthamatten. Tutti questi climbers sono le persone più tranquille e modeste che si possono incontrare. È incredibile quanto abbiamo comunicato con loro e quanto ciò sia avvenuto in modo naturale. I climbers non sono calciatori. Ogni giorno passato a Camp IV è stato un'avventura con noi fra i grandi protagonisti. Tutto ciò ancora per sottolineare che l'arrampicata, quella vera, non si basa unicamente sulle pareti, ma su un mondo che a parole non si può raccontare, ma chi lo vive, lo vivrà per certo.

outer limits, 5.11a
outer limits, 5.11a
outer limits, 5.11a

"i climbers non sono calciatori"
avanti così, dobro!

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