Indian Creek, let's cracking!


mino's picture

By mino - Posted on 23 October 2011

Al secondo giorno qui a Indian Creek, dopo tradizionale sveglia e colazione, ci dirigiamo nell'area 4x4 ad arrampicare. Qui le linee sono come al solito tagliate al laser e le quotazioni, come sempre ancora, severe. Ci "riscaldiamo" su un 5.10b/c di dita, concatenato in top-rope con un offwidth di 5.11a. L'esame d'entrata è già severo e anche se a tutti riesce on-sight, rispettivamente flash la prima linea, la seconda mi fa cadere una volta nel duro liebacking, risultando poi al Berna quasi impraticabile... Ora siamo caldi!
Simon da avvio alle danze su una fessura aperta da Dean Potter di 5.12d, anche se non si vede praticamente magnesia e il tutto sembrerebbe essere molto più duro della quotazione. Infatti Simon ci spende molto tempo e al primo tentativo ci ha capito solo metà. Poi tocca al mio turno lanciarmi in "4x4": una fessura di mani, passando poi a grosse mani, per superare infine uno strapiombo orizzontale di pugni. Il tutto quotato 5.11a; tradotto in lingua francese sarebbe qualcosa come un 6b+/6c, ma nel regno delle fessure si parla un altro idioma. La prima parte, grazie a dei resting tattici, si lascia domare. Poi lo strapiombo diventa duro e quando arrivo all'uscita devo testare i friends... no way... Il Berna ci prova dopo di me, anche lui con la stessa dinamica, in ogni caso dopo che Simon ha fatto il suo secondo tentativo sulla linea di Potter. La seconda parte questa volta funziona alla perfezione, ma la prima resta un'enigma. Riprovo poi la 4x4; lotto come un mulo, esco dal tetto, ma a meno di un metro dalla catena non riesco a infilare i piedi nella fessura, cosa che consegue una bella caduta, una bella frustrazione... Poi, o meglio detto, quasi in contemporanea, Simon prova un altro 5.12d, ma è un bel bastone anche per lui. Infine ci prova ancora il Berna sulla 4x4, ma anche lui, quasi uscito dal tetto fallisce un movimento e ancora una volta è scuola di volo. Simon conclude poi infine questa stessa via, ma soffre comunque molto, in ogni caso, spompato dai tentativi precedenti. Così rientriamo tutti al campeggio, stanchi e addolorati; that's crack climbing... Gustiamo poi un ottimo spezzatino di maiale cotto in padella sulle braci, accompagnato da piselli e carote con mash potaetos. Il Cabernet che l'accompagna si lascia altrettanto bere :-). Andiamo poi tutti a dormire.
Il giorno dopo è dedicato al riposo. Ci alziamo in piena calma e a mattinata inoltrata. Segue una colazione/brunch di tutto rispetto a base di bacon, uova, toast e ogni leccornia da campeggio desertico ;-). Il resto della giornata si riassume in modo rapido: lettura. Riposiamo al sole leggendo tutto il tempo. Così consumiamo le nostre ore e ci avviciniamo alla sera. La cena è a base di pasta al tonno e olive, senza farci mancare un guacamole d'entrata e un dessert ai melograni. Soddisfatti del riposo e del nutrimento, ancora una volta cala la notte e i climbers del deserto si rintanano a dormire. Domani sarà un'altra giornata dura.

dura la vita dei climbers....mangiare bere dormire...e cadute..
ma siete sponsorizzati dalla leukotape jgor jvan

Recent comments