Six Shooter: final attempt


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By mino - Posted on 31 October 2011

Dopo due tentativi andati a buca ci riproviamo per la terza volta. La diana è come di consueto parallela al sorgere del sole, quando la temperatura passa da gelido a vivibile. Dopo una tradizionale colazione partiamo con il nuovo Rüzzin sulla tradizionale 211, per passare il ponte e infine lanciarci nell'off-road che ci porterà alla base della torre. È il primo duro test per il Rüzzin, che nonostante abbia solo due ruote motrici e una "clearence" nettamente inferiore al Rüzzon, non mostra segni di debolezza e ci conduce senza problemi fino agli ometti che delimitano il sentiero per raggiungere la base della torre. Il cammino è super-segnalato e nonostante qualche piccolo passaggio aereo dove si necessita l'uso delle mani, in poco meno di un'ora siamo alla base della North Six Shooter. Una cordata/coppia di canadesi ci precede e dal momento che non sembrerebbero essere fra i più veloci climbers della zona :-P ce la prendiamo con comodo e ci gustiamo il panorama. È passato poco tempo e un'ulteriore cordata ci raggiunge. Riconosciamo Tomme che avevamo incontrato al Cookie Cliff nello Yosemite, questa volta con sua moglie. Mentre la canadese in testa continua a combattere in un'interminabile link delle prime due lunghezze di "Lightening bolt crack" (5.11a) ci aggiorniamo su quanto successo nella Valley e veniamo a sapere che Merry e Reese sono anch'essi al Pasture Creek Campground. Poi, dopo 90 minuti abbondanti, il secondo canadese è in grado di partire e quando raggiunge un'altezza discreta posso partire per il primo tiro. La prima fessura dovrebbe essere il crux tecnico della via. Dopo due ringslock e un thin hand arriva comunque subito un jam di mano imperdibile e la fessura si lascia domare senza problemi. Nella parte alta, quello che veniva descritto come un singolo movimento di offwidth si rileva invece molto più ostico del previsto e nonostante si passi on-sight la prima lunghezza, bisogna soffrire comunque un po'. Opto poi anch'io per il link con il secondo tiro, teoricamente un "facile" 5.10. Il primo fessurino mostra subito i denti e solo con dei fingerslock tenuti stretti si riesce a passare su un terrazzino per un resting. Riparto poi con i jam di dita sulla piccola fessura, ma stanco e soprattutto senza possibilità di appoggiare i piedi su almeno qualche piccola tacchetta sono costretto a cadere ;-). Capisco in seguito che la chiave è uno stemming fra la fessura e lo spigolo alla sua sinistra; poi arriva un tettuccio né mano né pugno che mi da ancora non pochi problemi, ma infine posso finalmente costruire una bella sosta su friends come "ai vecchi tempi". Il Berna mi segue. La prima fessura risulta ostica e occorre un qualche tentativo per decifrarla, ma poi si passa. L'offwidth è reso ulteriormente difficile dal sacco; come già discusso antecedentemente va messo ora in mezzo alle gambe e in questo modo gli riesce egregiamente. Lo stemming del secondo tiro è altrettanto per lui durissimo, ma con la devota calma e un po' di "pump", alla fine siamo entrambi in sosta. Il Berna riparte poi per il terzo tiro (5.9) e ad eccezione di un liebacking da decifrare, passa on-sight come un ragnetto. Mi tocca infine l'ultimo camino (5.9) che rispetto a quanto già fatto, non è niente di speciale, seppur sempre divertente. In cima ci godiamo poi un panorama stupendo a 360° su tutto i deserto circostante... wow... aspettiamo Tomme e sua moglie e scendiamo con due comodo doppie annodando le nostre corde assieme.
Il Rüzzin ci porta questa volta in quattro di nuovo a casa senza problemi. Prendiamo l'occasione di accompagnare i nostri due compagni al Pasture Creek Campground per vedere se riusciamo a incontrare Merry e Reese, ma al loro posto non c'è ancora nessuno... Così rientriamo verso Bridger Jack. Le figure all'entrata dell'off-road ci sembrano famigliari... sì... sono loro! Divertiti ci scambiamo subito qualche battuta e ci diamo appuntamento per un "party" d'Halloween, per la sera stessa. Dopo una pastata in velocità rispolvero dunque il mio costume da bush selvatico, mentre il Berna adotta l'uomo-amaca di Simon. Rientriamo dunque al Pasture Creek dove ci attendono i nostri amici. La serata non ricorderà momenti storici quali a Bishop o Las Vegas, ma alla fine ci divertiremo comunque e a notte inoltrata, decidiamo comunque di dormire lì, in macchina.
Al mattino dopo, quando il sole splende, rientriamo alla base per andare a Supercrack. Questo settore presenta in particolare una fessura di mani perfetta (the incredible hand crack, 5.10b/c), così come un'altra bellissima di mani larghe (supercrack, 5.10b/c). Arrivati in loco, mi lancio sulla prima: bellissima! Ad eccezione di uno strapiombo non evidentissimo, tutto fila liscio. Lo stesso per il Berna che segue. Un "vegett" della regione ci mostra poi come arrampicare la stessa linea con soli quattro Friends Camalot del #2... praticamente è un semi free-solo... ma per fortuna senza vittime ;-). Ci spostiamo poi su supercrack dove, anche se con un po' più di fatica, entrambi portiamo ancora a casa l'on-sight. Quando il tempo non sa se volgere al brutto, mi lancio ancora su un fessurino di 5.11d, ma forse con poca convinzione, questa volta l'on-sight me lo brucio subito... il Berna segue poi in top-rope e prima che gli scivolasse un piede, stava andando forte per un no-rest; la via è sicuramente alla nostra portata, ma il vento forte e il brutto che incombe ci fanno rinunciare ad ulteriori tentativi.
Rientrati al campeggio accendiamo subito il fuoco per un bel Barbecue. Purtroppo, al momento fatidico di cuocere la carne, scoppia una bella pioggia... l'apero, a base dei "soliti" peperoni, lo facciamo in tenda. Poi il Berna sfida l'acqua per cucinare gli indimenticabili T-Bone sulla calda brace. Quando rientra in tenda la carne è cotta a puntino e ci gustiamo il lauto pasto con il simpatico ticchettio del pioggia sulla Marmotta. Dopo una breve tregua riesco ancora a recuperare un barattolo di pere sciroppate e il gran cenone può concludersi così. A panza piena ci corichiamo poi nei sacchi a pelo e dopo aver riguardato qualche foto possiamo lasciarci sprofondare in un digestivo sonno, come sempre con il fresco della notte del deserto e per una volta, con il canto dell'acqua che continua il suo corso.

Approach
I canadesi in action
I miei piedi dopo 100 ore consecutive in calze...
Primo tiro, 5.11a
Il delicato fissurino del secondo tiro, 5.10b/c
Panorama
Top!
Top
SMS senza rete per i telefoni ;-)
Incredible hand crack, 5.10b/c
Incredible hand crack, il piccolo roof
ale!
...e fuori!
Supercrack, 5.10b/c
Supercrack, dettaglio
Stupenda fessura
Berna in action
Si macinano chilometri
e la sosta!
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ma che gran bei bei bei posti!

Cassy