Sotaregn


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By zughi - Posted on 20 January 2012

Dopo l'abbuffata di posts dello scorso autunno, negli ultimi mesi abbiamo scritto ben poco: purtroppo i nostri impegni scolastici e/o lavorativi non ci hanno permesso di compiere grandi spedizioni montane.
Rey... ops volevo dire Bruno, dopo un periodo di "shallanza" in Ticino, ha cominciato a lavorare all'ospedale di Bellinzona, il Bérna è tornato nei Grigioni dove, tra una lezione di sci e una "ridata" nella polvere, sta organizzando il suo futuro lavorativo mentre io sono tornato a Zurigo per continuare i miei studi (dopo un semestre di pausa) con il master.

Al mio rientro in Svizzera (a fine settembre) ho passato un periodo di scarico (per necessità, mancanza di tempo,mancanza di motivazione, ma soprattutto per grande/grandissima/enorme invidia per gli altri due dispersi ancora oltremare) e quindi le prime settimane di ottobre ho arrampicato poco.
Grazie ad un autunno mite e asciutto ho potuto però arrampicare in falesia durante i week end di novembre e dicembre, prevalentemente in un nuovo settore: Sotaregn (relazioni disponibili qui: http://www.enjoy-mountain.ch/download/Cresciano%202.pdf).
Le vie non sono ancora moltissime (una trentina dal 6a all'8b) ma il settore è in continua evoluzione e merita sicuramente una visita: diversi tiri ("Sega a martello", "Penetrazione diretta", "Peter", ecc) sono davvero da 4 stelle. Farà forse discutere la scelta di chiodare in modo più "lungo" (o "obbligato") andando in controtendenza rispetto agli standard ticinesi del momento, ma trovo che nell'arrampicata (anche quella sportiva) sia importante non tralasciare la componente psicologica: per salire queste vie forse ci vorrà un po più di ingaggio e di "tranquillità" ma sicuramente una volta in catena verremo ricompensati maggiormente. Con questo non voglio dire che bisogna chiodare solamente "lungo", ben vengano falesie chiodate vicine per poter permettere anche ai principianti di avvicinarsi all'arrampicata senza patemi d'animo (oppure provare vie al proprio limite senza dover abbandonare materiale), ma nella realtà ticinese possono convivere diversi stili di chiodatura (e non per forza uno stile è migliore di un altro).
Concludendo sulla chiodatura ricordo che, anche se chiodate più lunghe, tutte le vie sono sicure (in linea con le chiodature in molte altre falesie in Svizzera e in Europa): non si rischia di certo la vita e nemmeno una caviglia (ad eccezione forse di "Max Mara", ma questa è un'altra storia!!).

Oltre a questo sono presenti diversi itinerari "trad" (o "clean", chiamatelo come volete): vie che devono essere protette tramite protezioni veloci (nuts, friends) ma con la sosta presente. Di certo un ottimo allenamento prima di buttarsi su qualche via lunga in montagna oltre che molto interessante anche in ottica sportiva e moderna.

Quello che però ha reso più indimenticabile l'autunno a Sotaregn è il "il circo e il suo carrozzone". "Il circo" è il gruppo di amici che si ritrovava ogni week end a pulire, chiodare o semplicemente arrampicare nella nuova falesia per poi rimanere a dormire nel "carrozzone": un vecchio carro da cantiere (adesso full optional: stufetta, cucinino a gas, tavolino, posti letto, ecc) piazzato quale "campo base" al posteggio sottostante la falesia.
Di certo non un ostello con tutti i comfort, ma le serate passate in allegria a parlare di chiodi, vie, gradi (francesi e alcoolici) e altro valgono ben più di un letto comodo e una cena gourmet!!

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