Kalymnos


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By zughi - Posted on 28 April 2012

Parte 1: racconto

Chi non ha mai sentito parlare di Kalymnos? Immagino che nessun arrampicatore non abbiamo mai sentito parlare di questo paradiso per l'arrampicata: falesie e vie eccezzionali, avvicinamenti corti e facili, prezzi stracciati, bel tempo, mare, buona cucina... il posto perfetto per passare una settimana di vacanza da quello che si dice, ma sarà poi proprio così??

Dopo aver tanto sentito parlare di Kalymnos, con Tania, Elise, Cassy e Paso, decidiamo di passarci le vacanze di Pasqua per testare se effettivamente è tutt'oro quello che luccica.
Così, dopo aver recuperato informazioni, guida, consigli da amici e conoscenti, riservato il riservabile, ecco che ci troviamo all'aeroporto di Bergamo in una piovosa mattina di aprile per prendere il volo Ryanair che ci porterà a Kos e da qui il traghetto ci porterà a Kalymnos.

Una volta arrivati sull'isola, superate le prime difficoltà, fatti i primi tiri su questo calcare stupendo, realizziamo però che quello che si racconta è tutto vero: questo posto ci piace proprio!! Non voglio stare qui a ricapitolare tutti i punti positivi di quest'isola, se avete già sentito parlare di Kalymnos li avete già sentiti tutti.
Però scorrazzare in scooter sulla costa tra una spiaggetta e l'altra (evitando qualche capra sulla strada) per ripartire verso la prossima splendida falesia, finire la giornata con una mythos (birra greca) e un'abbuffata di pesce saranno i ricordi che mi porterò a casa a fine settimana.
Che dire dell'arrampicata? Ci sono delle falesie spaziali (grande grotta, sikati cave, ...) con tiri eccezzionali, ma oltre a ciò vi sono tantissimi tiri su difficoltà medio-facili anch'essi molto belli (a differenza di molti posti dove i tiri facili sono bruttini). C'è da divertirsi per tutti: grandi e piccoli, big e non-big!

I prezzi sono effettivamente bassi: sia per l'alloggio (noi pagavamo meno di 10 euro a testa a notte) sia per le cene (nonostante uscissimo sempre strapieni dai ristorantini non siamo mai riusciti a spendere più di 12-15 euro a testa). Forse solo alcuni generi alimentari comprati nei negozi risultano cari, ma d'altronde è normale: siamo su di un'isola!!

Come in ogni avventura abbiamo avuto un paio di inconvenienti: gli “studios” (mini appartamentini) che abbiamo riservato su internet si sono rivelati decisamente brozzi e puzzolenti (SCONSIGLIAMO i sakis studios!!). Dopo aver tentato di pulirli noi un poco (non avevano nemmeno pulito il bagno...) e nonostante non volevamo fare la figura dei “preziosini”, dopo un paio d'ore abbiamo deciso che se avessimo trovato qualcosa d'altro ci saremmo trasferiti: tempo 20 minuti e per caso incontriamo una signora molto gentile che gestisce altri studios. Conclusione: abbiamo trovato 2 altri studios molto carini e soprattutto puliti che costano addirittura meno che dal brozzone (consigliamo gli AVRA studios)!!
Peccato inoltre per il tempo un poco capriccioso: siamo riusciti ad arrampicare ogni giorno (dopotutto alla grande grotta come in altre falesie si arrampica anche se piove), ma 2 giorni di pioggia oltre che temperature poco miti (bagno nel mare limitato a... 2,7 secondi netti) hanno lasciato un po' di umido nelle ossa: decidere inoltre di fare il giro dell'isola in scooter il giorno che piove forse non è stata la scelta migliore!!

Riguaro all'isola bisogna ricordare che i climber ne hanno in parte salvato l'economia: dopo la fine dell'epoca delle spugne (da qui partivano le navi che cercavano le spugne in tutto il Mediterraneo, fino alle coste dell'Africa) l'isola aveva ben indotti economici. Negli ultimi 10-20 anni gli arrampicatori hanno portato un po' di soldi su quest'isola di certo non ricchissima con il risultato che da queste parti i climbers sono visti bene (strano ma vero!!). Soprattutto nella zona Massouri (piccolo paese sotto le falesie principali) si respira davvero l'arrampicata: ovunque si vedono italiani, francesi, dall'est europa, inglesi, tedeschi che, carichi di sacconi con il necessario per arrampicare, cercano di domare (alcuni con scarsi risultati) gli scooters, mentre i locali sogghignano sotto i baffi vedendo le peripezie. I locals, seppur poco conoscitori dell'arrampicata (pochissimi arrampicano), sono molto gentili e aperti con i visitatori: come dimenticare il simpaticissimo signore del chioschetto, l'esuberante gestore del ristorante consigliatoci dagli italiani oppure il capraio che ci ha benedetto in parete per evitare che ci facessimo del male.

Purtroppo queste vacanze durano troppo poco e, senza che ce ne accorgiamo, è già il momento di partire. Dobbiamo inoltre spostarci già al venerdì sera a Kos visto che per sabato è pervisto mare “forza 8”: oltre “forza 6” i traghetti commerciali non viaggiano e l'unica possibilità sarebbe una vera kalymnos' experience, ovvero la traversata col pirata che viaggia con ogni mare. Dai racconti nessuno sceglie questa opzione se non è più che costretto: il viaggio è poco plaisir per lo stomaco e i prezzi non proprio bassi!!

In conclusione posso solamente consigliare una vacanza da quelle parti, sperando che la crisi greca non peggiori la situazione, io molto probabilmente ci torno!!

Parte 2: riassunto tecnico

Falesie visitate:

Domenica: Arhi.
Per iniziare la nostra avventura scegliamo la falesia da cui è nato tutto: Arhi (che in greco significa proprio “inizio”). Questa falesia si sviluppa in un forte strapiombo (tiri duri) e ai due lati di esso. Per iniziare ci lanciamo sulle placchette nel settore destro (facili e carine) e nel pomeriggio ci spostiamo sul lato destro dello strapiombo: le vie qui sono più dure (di grado e fisicamente) ma davvero stupende. Buchi, tasche, canne, “tufas” regalano movimenti molto atletici ed estetici. Voto: 5!

Lunedì: Odissea.
La meteo è molto incerta: dovrebbe piovere. Per questo decidiamo di non allontanarci troppo e andiamo ad “Odissea”, una delle falesie più trafficate dell'isola. Complice il tempo non mite (coperto, freddino e minaccia), un vento noioso e una scelta di vie forse non eccezzionale (molte anche un po' unte) non ci godiamo appieno l'arrampicata. Forse bisognerebbe provare il settore tutto sulla sinistra prima di dare un giudizio (noi siamo rimasti piuttosto sulla destra) ma di certo non è la falesia che mi ricorderò del viaggio. Voto: 4,5.

Martedì: Grande grotta e Panorama
Oggi tempo pazzerello, decidiamo di fare il giro dell'isola e prendiamo un bel temporale. Nel pomeriggio io e Paso decidiamo di sfruttare la pausa delle precipitazioni per andare alla Grande Grotta: forse la falesia più conosciuta di Kalymnos. Si tratta proprio di una grande grotta da cui pendono centinaia di tufas e stalactiti (come il nome di una via “Elefantenhimmel”, il cielo degli elefanti, sembra proprio che sopra di noi ci siamo proboscidi di elefante dappertutto). Dopo un paio di tiri (carini) nel settore Panorama (che si trova proprio a destra della grotta) andiamo nella grotta e ci lanciamo su un 7a lungo 40m: un viaggio nell'iperspazio. Peccato per l'umido (molte prese bagnate) e per il super-affollamento (piove e sono tutti qua!!) ma di certo una falesia straordinaria. La prossima volta dobbiamo tornare per provare gli altri tiri oggi troppo affollati. Voto: 5,5.

Mercoledì: Arginonta.
Piazzato sopra l'omonimo paesino questa falesia offre delle belle vie per tutti i gradi. Dopo il riscaldamento su delle placchette ci lanciamo su qualche tiro più duro e finiamo la bella giornata al fire wall con l'omonima via: un bel 7b+ (originariamente 7c, ma i gradi sono un po' “turistici”) che riesco a domare al secondo giro. In ogni caso ognuno trova pane per le sue pedule e tutti si divertono. Voto: 5.

Giovedì: Sikati cave.
L'avvicinamento è un po' lungo (mezz'oretta) ma anche se fosse di 2 ore ne varrebbe la pena!! Questo buco, visibile solamente quando ci si trova praticamente sopra, sembra creato da un meteorite caduto diagonamente nel terreno: più che una grotta è proprio un buco nel quale bisogna calarsi e una volta dentro sembra di essere in un altro pianeta: le pareti, alte fino a 70 metri, offrono un'arrampicata davvero fuori dal comune: un'indigestione di strapiombi, buchi, tasche, tufas e chi più ne ha più ne metta!! Peccato che cominciamo a risentire un po' della fatica degli ultimi giorni e riusciamo ad arrampicare solamente un paio di vie. Due parole bisogna pure spenderle per la bellissima spiaggetta sottostante: raggiungibile solamente a piedi o in barca questo piccolo pezzo di paradiso regala tranquillità (qualche capra e pochi turisti hanno voglia di farsi tutto il pezzo a piedi per fare un bagnetto) contornata da un mare azzurro. Purtroppo le basse temperature ci permettono solamente un bagnetto in versione ultra rapida. Voto: 6.

Venerdì: Ghost kitchen.
È l'ultimo giorno di arrampicata e abbiamo solamente un paio d'ore prima di dover tornare e prendere il traghetto. Optiamo per questa falesia nota per le tufas che escono quasi orizzontalmente dalla parete. Anche qui arrampichiamo solamente un paio di vie (molto belle), ma merita sicuramente una visita più lunga. Voto: 5.

Cassy sulle placchette di Arhi
Paso
Stapiombi di Arhi
Sempre Arhi
Gruppo al completo
Barbone al tramonto
Tania a Odissea
Strapiombi unti di odissea
Scooter power
Firewall a Arginonta
Firewall 2
Cenetta in riva al mare con Telendos sullo sfondo
Sikati beach
Sikati cave
Sikati!!
Sikati!!
Sikati!!
Sikati beach
Ghost kitchen

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