Pedule

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Attivita che implicano le pedule

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That's it!

7.20: Aria frizzante, freddo, suoni ovattati e macchie strane sul tetto della marmotta... ma vuoi dire che...!? Devo uscire a vedere. Mino dorme profondamente, io, eccitato esco a vedere se i miei preagi sono corretti. Apro la tenda e instantaneamente mi si stampa un sorriso da orecchio a orecchio, il deserto é coperto da una soffice colte bianca. Prendo la mia fida Cannon, berretta, guanti e piumino e con un sorriso sempre più grande passeggio per il deserto innevato.

arriva l'inverno
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Six Shooter: final attempt

Dopo due tentativi andati a buca ci riproviamo per la terza volta. La diana è come di consueto parallela al sorgere del sole, quando la temperatura passa da gelido a vivibile. Dopo una tradizionale colazione partiamo con il nuovo Rüzzin sulla tradizionale 211, per passare il ponte e infine lanciarci nell'off-road che ci porterà alla base della torre.

Approach
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North six Shooter si, North six Shooter no...

Stare ad Indian Creek, significa si essere contornati da bellissimi canyons fissurati, ma significa anche vedere bellissime torri di arenaria rosso fuoco stagliarsi contro il cielo indaco intenso. La north six shooter é non solo una di queste torri, ma anche la piu bella, a forma di scala con i suoi sei pinnacoli quando osservata da sud e nord o sottile e slanciata quando osservata est e ovest.

Strada off-road
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Two, again

Dopo una comoda notte al Motel di Moab ci svegliamo presto, prestissimo per portare Simon all'aeroporto dell'omonima cittadina. La strada è sgombra e come qui nel deserto sempre, l'alba ci sorprende fulminea mentre arriviamo al traguardo. Sono le 07:00. Il volo di Simon è previsto per le 08:00, ma al check-in del micro-aeroporto non c'è ancora nessuno... alle 07:15 spunta una specie di hostess che si pone dietro ad un bancone: il check-in per il volo di Denver è ufficialmente aperto ;-). Tutto funziona senza problemi e le 5 libbre di troppo dell'haul bag vengono perdonate con un sorriso.

Gelida notte...
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Big Baby and The Ship is sinking

Oggi si lotta, andiamo a uno dei settori più conosciuti di indian creek, the battle of the bulge. Simon ha un paio di progetti e noi sicuramente ne troveremo.
Si comincia sull unico 5.10 per scaldarci, poi é subito project per mino che flasha il suo primo 5.11 nel creek. Io oggi son kaputt, e arrampico top rope l'inizio della via é duro, sti ring lock non so proprio ancora come farli... poi Simon attacca Disco machine gun (5.12) Mino lo prova top rope e decide che é il suo project del giorno. Io lo faccio in top rope giusto per vedere il livello... meeeeegggaaaa.

5.11
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Indian Creek, let's cracking!

Al secondo giorno qui a Indian Creek, dopo tradizionale sveglia e colazione, ci dirigiamo nell'area 4x4 ad arrampicare. Qui le linee sono come al solito tagliate al laser e le quotazioni, come sempre ancora, severe. Ci "riscaldiamo" su un 5.10b/c di dita, concatenato in top-rope con un offwidth di 5.11a. L'esame d'entrata è già severo e anche se a tutti riesce on-sight, rispettivamente flash la prima linea, la seconda mi fa cadere una volta nel duro liebacking, risultando poi al Berna quasi impraticabile... Ora siamo caldi!

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Zion to Laser cut cracks land (Indian Creek)

Ultima notte ventosa a Zion, speriamo. Smontiamo il campo base e verso le 10 partiamo direzione Bryce canyon e poi Indian Creek. Dopo due ore di guida tra paesaggi vastissimi di altopiano desertico, arriviamo a Bryce canyon, un canyon di Hoodoos (pinnacoli molto fini) super impressionanti. Dopo una breve visita stile Giapponesi e qualche foto di Simon che fa il bambino, ci avviamo verso Indian Creek. Il viaggio é lungo, la strada a volte drittissima, a volte sinuosa tra maestosi Canyons. Mino ed io pianifichiamo un po i 10 giorni che ci restano dopo che Simon ritornera a casa.

Bryce Canyong
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The Big Lebowsky: back to big wall

Dopo il Canyoning decidiamo, come del resto era in progetto, di affrontare un ultimo big wall per concludere con le grandi pareti e finire dunque la nostra esperienza nel parco nazionale dello Zion. La scelta è caduta dunque sul West Temple, come dicono qui, la parete di arenaria più alta al mondo con i suoi 7800 piedi. La via da percorrere sarà "The Big Lebowsky", 5.11b/c, con le sue 21 lunghezze, forse la più lunga nello Zion. Partiamo alla mattina di buon'ora e ci dirigiamo al Visitor Center per fornirci del permesso obbligatorio per passare la notte in parete.

Il West Temple
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Moonlight buttres e canyoning

Ogni tanto bisogna ascoltare il proprio corpo e quando da 3-4 giorni il ginocchio continua a bloccarsi e far male é forse ora di fare una pausa un po piu lunga di un giorno, cosi decido che oggi non arrampicherò. Oltre a darmi due giorni di pausa, questo da la possibilità a Mino e Simon di attaccare la Moonlight Buttress (9 tiri di cui 6 tra 5.11d e 5.12d) in libera in un giorno. Partono verso le 6.35 per prendere il primo shuttle. Io dormo fin verso le 8 e poi rannicchiato nel mio sacco a pelo mi metto a lavorare un po al PC.

Moon & The Moonlight Buttress
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Minotaur Tower

Dopo le mille fatiche della Shune e dell'Organasm dedichiamo la giornata di oggi al riposo. Alla mattina va dunque tutto al rilento e ci godiamo il tempo e la natura, così come colazione, chiacchierando allegramente alla piazzola del nostro Camping. Usciamo poi per una meritatissima doccia nella cittadina di Springdale, la località che precede lo Zion National Park. Detto fatto, andiamo a mangiare in quel di Oscar, dove gustiamo un'ottima insalata, per me al pollo e per i miei compagni ai gamberetti.

Il guado del fiume

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